La fase attuativa della riforma penale
  • 0 comments

Quattro mesi fa sono stati approvati tre decreti attuativi della riforma sul processo penale con l’intento di assicurare più garanzie e una maggiore efficienza del sistema processuale penale. Il primo intervento riguarda il sistema delle impugnazioni e l’attuazione della riserva di codice per l’individuazione delle fattispecie criminose e delle responsabilità pensali, questo per alleggerire la macchina giudiziaria sui procedimenti in appello e in Cassazione. L’obiettivo è quello di rendere effettivi i tempi di durata dei processi ragionevoli.

La riforma inevitabilmente tocca anche il punto della prescrizione, infatti, con questo intervento si cerca di concludere i processi in tempi più brevi precisamente entro i 18 mesi di sospensione dalla prescrizione previsti per ogni grado di giudizio. Dal punto di vista della legittimazione attiva viene ridotta l’impugnazione del pubblico ministero, ossia, alla parte pubblica è preclusa l’impugnazione delle sentenze di condanna salvo casi eccezionali, come ad esempio la sentenza che modifica il titolo di reato. All’imputato viene preclusa l’impugnazione delle sentenze di proscioglimento.

Uno dei tre decreti attuativi si occupa di sancire la riserva di codice stabilendo che la tutela dei beni della vita e la protezione della collettività è affidata al codice. Questo permette di dare più concretezza al principio di legalità rendendo comprensibili gli atti penali e le relative sanzioni. Questo provvedimento serve ad evitare le numerose leggi extracodistiche che ostacolano la razionalizzazione del sistema. Un obiettivo importante è quello di garantire la proporzionalità della pena rispetto al fatto compiuto.

Share Social

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *