Creare un falso profilo Facebook per adescare minorenni si può considerare pedopornografia?
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La Corte di Cassazione ha in parte accolto il ricorso di un imputato che era stato accusato di sostituzione di persona nell’identità digitale, detenzione di materiale pedopornografico e violenza privata.

La ricostruzione dei fatti vede protagonista l’imputato quasi quarantenne che crea un profilo Facebook utilizzando come foto del profilo quella di un ragazzo molto più giovane per adescare e intraprendere conversazioni con ragazze giovanissime e richiedere loro delle fotografie a sfondo erotico.

Accusato di reato di sostituzione di persona, ma poi respinto, in quanto non sussisteva il delitto di sostituzione di persona. Egli ha creato un profilo Facebook falso, utilizzando la foto di un ragazzo minorenne per agevolare i rapporti con le ragazze della stessa fascia d’età, così da indurle ad intrattenere una relazione con un coetaneo. Da non sottovalutare poi il danno di immagine al ragazzo della foto.

La Cassazione invece ipotizza il reato di detenzione di materiale pedopornografico in quanto il possesso di foto o video raffiguranti atti sessuali espliciti nei quali sono coinvolti minorenni possono essere perseguiti per tale reato. L’articolo 600-quarter c.p. sanziona la detenzione di materiale pedopornografico anche ai fini di uso personale, evitando quindi la diffusione.

La sentenza è stata impugnata in quanto non è corrispondente al necessario standard giustificativo in riferimento alla natura di materiale pedopornografico dei reperti. Proprio per questo, non è possibile evincere con sufficiente determinatezza se le fotografie ed i video trovati in possesso dell’imputato rappresentassero l’effigie di nudi, riconducibili alle minori persone offese, esplicativi di una finalità sessuale o raffigurassero esplicitamente il coinvolgimento delle stesse in atti sessuali, assumendo pertanto la natura di reperti pedopornografici nei termini declinati dal cit. art. 600-ter comma 7 c.p.

La sentenza impugnata infatti dovrà essere annullata in relazione a queste accuse, ma dovrà essere rinviata ad un’altra sezione della Corte d’Appello.

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