Il principio di vulnerabilità
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La vulnerabilità di una persona si ricollega molto spesso ad una situazione che si sta vivendo, che vede coinvolto il soggetto che è costretto ad accettare una situazione sfavorevole per lui per mancanza di una reale e accettabile alternativa.

Nel libro II del codice penale il bene giuridico è la libertà di autodeterminarsi anche in relazione al corretto sviluppo della personalità. Precisamente il bene giuridico è il diritto a non subire limitazioni nelle manifestazioni più intense di autonomia individuale.

Con l’entrata in vigore della legge n.269/1998 e 38 del 2006, sono stati introdotti nuovi reati come la prostituzione, la pornografia minore e turismo sessuale minorile. Insieme all’ampliamento dei reati, sono stati anche introdotti nuovi delitti sessuali che proteggono la libertà sessuale dell’individuo da ogni forma di violenza o abuso.

Per fare un inquadramento giuridico della vulnerabilità, bisogna individuare due aspetti caratterizzanti:

Aspetto oggettivo: la vulnerabilità è connessa al tipo di azione criminosa e dall’autore del crimine, ossia, è connessa al crimine nella sua caratteristica di lesione alla libertà sessuale.
Aspetto soggettivo: bisogna considerare la vulnerabilità del soggetto, ad esempio: minore, straniero, anziano o uomini ridotti in schiavitù.
Questa sensibilizzazione verso il soggetto vulnerabile viene assunta anche nel processo penale, infatti, se la vittima risulta essere un minore, vi è l’obbligo di fare il dibattimento a porte chiuse e adottare particolari tutele.

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