Matrimonio omosessuale e libertà di soggiorno in Ue
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La Corte costituzionale rumena si è trovata davanti ad un caso d’incostituzionalità per il quale si è rivolta alla Corte di giustizia ponendo lo stesso quesito: “un cittadino rumeno e un cittadino statunitense dopo aver convissuto per 4 anni negli Stati Uniti hanno deciso di sposarsi nel 2010 a Bruxelles e dopo 2 anni i coniugi hanno deciso di trasferirsi in Romania, chiedendo il permesso di soggiorno, superiore a 3 mesi, alle autorità competenti.”

La domanda era fondata sulla direttiva relativa all’esercizio della libertà di circolazione, la quale autorizza il coniuge di un cittadino dell’Unione che eserciti tale libertà a raggiungere quest’ultimo nello Stato membro in cui soggiorna.

La risposta delle autorità è stata l’autorizzazione del permesso per 3 mesi essendo di nazionalità americana, in quanto, la Romania non riconosce i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Immediato il ricorso alla sentenza.

La nozione di “coniuge”, per la Corte, è neutra e dunque prescinde dal genere. La Corte precisa che le norme relative al matrimonio sono di competenze degli Stati membri. Gli Stati membri sono quindi liberi di ammettere o meno il matrimonio omosessuale.
La Corte stabilisce, però, che il rifiuto, da parte di uno Stato membro, di riconoscere il diritto di soggiorno derivato a un cittadino di uno Stato non-Ue, nel caso di matrimonio contratto con un cittadino dell’Unione dello stesso sesso, in un altro Stato membro, è atto ad ostacolare l’esercizio del diritto di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri.

Detto ciò il termine coniuge può essere utilizzato anche per i matrimoni contratti da persone dello stesso sesso, a prescindere dal fatto che uno Stato membro autorizzi o meno il matrimonio omosessuale. Questa è la conclusione a cui è giunta la Corte di Giustizia Ue con la sentenza nella causa C-673/16.

In ragione di questo, non può essere rifiutata la libertà di soggiorno derivata di un cittadino non facente parte dell’Unione Europea, qualora lo stesso sia coniuge di un cittadino europeo.

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