L’usucapione tra parenti
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L’usucapione tra parenti non è ammesso in quanto il proprietario del bene è a conoscenza che lo stesso viene utilizzato da un’altra persona e tollera questo stato delle cose. Se non fosse così una persona che è in affitto nello stesso appartamento per oltre 20 anni ne diventerebbe proprietaria.

È proprio la tolleranza del proprietario che si dimostra accondiscendente all’utilizzo del proprio bene che esclude l’usucapione e fa sì che chi detiene il bene non possa pretendere nulla in quanto ha la detenzione e non il possesso del bene. Un esempio palese è quando i genitori fanno vivere il figlio in una loro casa. Il figlio detiene il bene, in quanto lo utilizza come vuole, ma la proprietà resta sempre dei genitori. In pratica se il proprietario tollera l’utilizzo del suo bene da parte di un’altra persona si tratta solo di detenzione.

Il possesso è quando una persona non proprietaria del bene usa lo stesso come se lo fosse. Un classico esempio è quello del ladro che viene considerato un possessore perché si comporta verso il bene rubato come se ne fosse il proprietario, ma non lo usucapisce perché ha acquistato il possesso in modo violento.

I rapporti tra amici sono ben diversi in quanto il rapporto di amicizia benché sia stretto è sicuramente più labile e mutevole e non può essere tollerato per lunghi periodi. Proprio per questo se un immobile viene concesso per molti anni a un semplice amico o a un vicino, è possibile che avvenga non per tolleranza ma per semplice indifferenza e, in questo caso, scatta l’usucapione.

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