Limiti alla pignorabilità dei beni
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Ci sono dei beni che non potranno mai essere oggetto di pignoramento in quanto sono essenziali per lo svolgimento della vita del debitore e della sua famiglia e sono: la fede nuziale, i letti, i tavoli con le sedie, gli utensili da cucina, gli armadi guardaroba, i vestiti e la biancheria, il frigorifero, la lavatrice, le stufe a gas o elettriche, oggetti sacri destinati all’esercizio del culto, beni commestibili e combustibili, armi e oggetti relativi allo svolgimento della professione, scritti di famiglia o manoscritti non facenti parte di collezioni.

Sono invece pignorabili tutti i mobili di rilevante valore economico e di pregio artistico o di antiquariato. I beni (oggetti, libri o strumenti) utilizzati per lo svolgimento della professione possono essere pignorati nel rispetto di certi limiti e condizioni, in questo caso si tratta di beni relativamente pignorabili. Questi possono essere pignorati nei limiti di 1/5 nel caso in cui il valore di realizzo degli altri beni confiscati dall’ufficiale non sia sufficiente per saldare il debito. Questo limite viene applicato anche per i debitori costituiti in forma societaria.

Nel caso in cui venga pignorato un bene utilizzato per svolgere l’attività del debitore questo sarà affidato dall’ufficiale in custodia sempre al debitore, il primo incanto deve essere fatto almeno 300 giorni dopo dal pignoramento. Il pignoramento perde efficacia quando sono passati 360 giorni, anziché 200, senza che sia stato fatto il primo incanto.

In mancanza di altri beni le cose che il proprietario tiene sul fondo per il servizio e la coltivazione dello stesso possono essere pignorate, ma va specificato che, le cose presenti sul fondo di proprietà di terze persone non possono essere toccate in alcun modo.

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