Le novità introdotte con il decreto dignità 87/2018
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Il decreto dignità n.87/2018 va a modificare il diritto del lavoro, nello specifico il contratto a termine, ma anche lo stop alla stretta sui contratti di somministrazione per i lavoratori portuali, multe più salate per chi userà la pubblicità dei giochi d’azzardo ed il messaggio “nuoce gravemente alla salute” apposto su gratta e vinci e slot.

Queste modifiche si discostano totalmente dall’intento del Jobs Act, poiché veniva garantita una scelta libera di stipulazione dei contratti in base ai diversi contesti.
L’obbiettivo di questo decreto sta nel porre un limite alla durata del contratto a termine, fissandola ad un massimo di 12 mesi senza possibilità di un’eventuale proroga. Il legislatore vuole limitare ed eliminare i contratti a termine rinnovabili ad libitum.
Nel decreto è anche previsto il ritorno delle causali richieste agli imprenditori per motivare la scelta di prosecuzione nel caso in cui devono rinnovare il contratto solamente per i primi 12 mesi.

Il decreto entrato in vigore il 14 luglio 2018 sarà immediatamente applicabile e riguarderà:sia i contratti di lavoro a tempo determinato che siano stati stipulati successivamente all’entrata in vigore del decreto; sia i rinnovi e le proroghe dei contratti in corso alla medesima data. A queste categorie di contratti fanno eccezione i contratti che sono stati stipulati dalle pubbliche amministrazioni, a cui verranno applicate le disposizioni vigenti alla data di entrata in vigore del decreto.

Bisogna tenere in considerazione le modifiche che il Legislatore ha voluto apportare ai contratti di somministrazione del lavoro a termine, come prima cosa è stato introdotto un limite fissato al 30% di lavoratori con contratto a termine o di somministrazione a termine. Il secondo punto è stato l’affidamento all’Agenzia di somministrazione la competenza a disciplinare i casi e la durata delle proroghe del contratto a termine che l’Agenzia può stipulare con il singolo lavoratore.

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