La pensione di reversibilità e i soggetti beneficiari
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La pensione ai superstiti è stata disciplinata per la prima volta nel 1939 ed è considerata: “una prestazione a tutela del rischio più grave che incombe sulla famiglia, cioè la morte, che troncando l’attività produttiva del capofamiglia, ne pone in grave difficoltà di vita i membri che hanno più bisogno di tutela e di assistenza”.

L’erogazione della pensione di reversibilità al superstite dell’assicurato o del pensionato serve in un certo modo a contrastare la situazione di disagio che si potrebbe manifestare venendo a mancare una fonte di sostentamento del nucleo famigliare. In questo caso l’ordinamento prevede una tutela previdenziale verso tutti coloro che vivevano a carico della persona deceduta, (previo accertamento), acquistando così il diritto alla pensione iure proprio.

Possono esservi diversi tipi di pensione:

– La pensione di reversibilità, nel caso in cui il titolare della stessa fosse già titolare di pensione di vecchiaia;

– La pensione indiretta, nel caso in cui il lavoratore avesse maturato i requisiti contributivi e assicurativi per la pensione;

– La pensione supplementare, nel caso in cui la pensione a carico dei superstiti sia erogata da un ente diverso dall’Inps.

I soggetti beneficiari di tali pensioni sono sempre il coniuge o i figli, i genitori ultra sessantacinquenni nel caso non siano presenti i primi due soggetti e di seguito anche fratelli e sorelle inabili non coniugati e nipoti minori, ma questo andrà specificato dal giudice.

Nella convivenza di fatto non esiste alcuna pensione di reversibilità, in quanto secondo la legge non sono presenti alcuni vincoli, ma proprio per questi, tale pensione spetta all’ex coniuge solo se non è passato a nuove nozze: “in caso di morte dell’ex coniuge e in assenza di un coniuge superstite avente i requisiti per la pensione di reversibilità, il coniuge rispetto al quale è stata pronunciata sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio ha diritto, se non è passato a nuove nozze e sempre che sia titolare di assegno ai sensi dell’art. 5, alla pensione di reversibilità, sempre che il rapporto da cui trae origine il trattamento pensionistico sia anteriore alla sentenza”.

Per tutte le persone titolari dell’assegno di divorzio, invece, spetta la pensione di reversibilità indistintamente, sia se abbiano la titolarità concreta dell’assegno e sia che abbiano la titolarità astratta.

La pensione decorre dal mese successivo alla morte del pensionato o assicurato. La reversibilità dura a vita e si cumula ai redditi percepiti dal coniuge superstite, nei limiti imposti dalla legge.

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