La differenza tra i termini pro-soluto e pro-solvendo
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I termini “pro-soluto” e “pro-solvendo” sono entrati ormai nel dizionario di uso comune delle persone, ma vediamo cosa significano. In questo caso bisogna chiedere aiuto al latino, in questa lingua solvere significa pagare, che nelle varie declinazioni diventa da pagare (solvendo) e pagato in precedenza (soluto).

Questi termini vengono utilizzati spesso in relazione alla cessione dei crediti, ad esempio:

Caio è titolare di un credito di 100 euro nei confronti di Sempronio. Il credito verrà pagato tra 90 giorni. Siccome gli servono subito dei soldi liquidi, Caio cede a Mevio il credito verso Sempronio. Mevio, da un lato, paga a Caio il credito in misura inferiore al suo valore, ad esempio 50 euro, e dall’altro diventa creditore di Sempronio, dal quale può pretendere il pagamento di 100 euro.

Nella cessione pro solvendo Caio garantisce a Mevio la validità del credito e nel caso in cui Sempronio non pagasse, Caio provvederà a saldare la somma.

Nella cessione pro soluto Caio sarà liberato dall’obbligo di pagare il debito di Sempronio qualora non lo facesse.

Un altro esempio è il pagamento a mezzo assegno che viene considerato dalla legge pro solvendo, ossia salvo buon fine, in quanto la consegna del titolo non significa aver pagato il debito poiché il conto potrebbe essere scoperto. Per avere la certezza del pagamento bisogna aspettare che la banca saldi il debito.

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