Il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) e la sua normativa
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Il TSO è disciplinato dalla legge n. 833 del 23 dicembre 1978 e consiste in un provvedimento di limitazione della libertà personale, ossia, i pazienti con problemi psichiatrici gravi reputati pericolosi per la propria incolumità e quella della comunità vengono obbligati ad un ricovero. Questo provvedimento può essere richiesto dal sindaco del Comune di residenza, dalle forze dell’ordine, dal medico curante o dai familiari del malato.

La citata legge n. 833/1978 prevede che a questa procedura si faccia ricorso solo in casi eccezionali e dopo l’espletamento di una serie di tentativi tra cui il contatto con il paziente o le misure extra-ospedaliere.

Negli anni, la critica maggiore che è stata mossa alla procedura prevista dall’articolo 35, è stata quella di prevedere la possibilità di fare ricorso contro il TSO solo dopo che il trattamento è già stato effettuato. Peraltro, deve essere ricordato che l’impropria limitazione della libertà personale è oggetto di risarcimento del danno patrimoniale. La Corte di Cassazione è intervenuta più volte in materia.

Sul piano europeo è bene ricordare che non tutti gli stati membri hanno optato per questa misura come ad esempio la Francia, dove il provvedimento sembra essere meno garantista del nostro e la Germania che ha completamente rifiutato il provvedimento definendolo non dignitoso per gli essere umani.

Il 30 maggio 2018 il Tribunale di Torino ha condannato per omicidio colposo tre agenti della municipale e uno psichiatra per il caso Soldi, malato psichiatrico deceduto in ospedale durate un TSO, considerato non urgente e lasciato attendere sulla barella legato e ormai già cianotico.

Anche la Corte Costituzionale è intervenuta in materia e in particolare può essere ricordata la sentenza n. 307/1990, nella quale si sottolinea lo scopo ristoratore del trattamento, che deve essere tollerabile e imposto purché non incida negativamente sulla salute del paziente. Nel rispetto dell’art. 32 Cost. è poi necessario che il TSO non violi in nessun caso i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

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