I criteri distintivi delle spese ordinarie e straordinarie nella vita della prole
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A proposito dell’obbligo di mantenere la prole e la distinzione tra spese ordinarie e spese straordinarie il nostro ordinamento giuridico risulta essere, volutamente, scarno in materia, in modo da consentire al giudice di decidere caso per caso, garantendo sempre il benessere della prole.

Con il passare del tempo e i vari casi presi in esame, i giudici hanno cercato di seguire una linea guida abbastanza comune per non aggravare i conflitti tra i genitori inerenti al mantenimento.
Sono state definite ordinarie tutte quelle spese destinate a soddisfare le normali esigenze e i bisogni quotidiani, mentre le straordinarie, sono tutte quelle spese improvvise e non ordinarie che servono necessariamente alla prole e che possono essere anche di ingenti somme di denaro. Queste spese solitamente non rientrano nella somma stabilita dell’assegno di mantenimento ma sono extra e si distinguono non per la natura ma per la straordinarietà della spesa.

Premesso ciò possiamo affermare che rientrano nelle spese straordinarie non solo tutti gli esborsi non ricorrenti e non prevedibili in anticipo, purché di apprezzabile importo, ma anche quelli che esorbitano dalle basilari esigenze di vita quotidiana dei figli, quali, a titolo di esempio, le spe¬se attinenti alle aspirazioni culturali, alla socializzazione, al benessere psico-fisico e alla più ampia realizzazione della persona umana anche nelle attività sportive, ludico-ricreative, nei viaggi e nello svago.

Basandosi sull’art. 337 bis c.c. l’elemento che differenzia le spese da ordinarie a straordinarie è proprio la modalità con cui queste si presentano durante la vita della prole.

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