Abbandonare la propria famiglia è un reato?
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Per parlare e capire se abbandonare la famiglia costituisca reato bisogna partire dai vincoli che il matrimonio impone, che sono spiegati negli articoli 143 e 147 del codice civile. Con il matrimonio deriva l’obbligo alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, a collaborare per il bene della famiglia e coabitale, oltre a contribuire al sostentamento della famiglia in base alle proprie capacità economiche e al mantenimento, istruzione, educare e assistere i figli.

Nel 2016, con la legge Cirinnà, sono state introdotte le unioni civili, che altro non è che un istituto giuridico che tutela la convivenza tra persone dello stesso sesso, garantendo ad entrambe qualche diritto e dovere del matrimonio.

Le differenze tra le unioni civili ed il matrimonio sono diverse.

Nel matrimonio sussistono degli obblighi reciproci verso la prole e verso il coniuge anche se viene sciolto il vincolo del matrimonio, mentre nelle unioni civili non c’è alcun obbligo di fedeltà o di collaborazione. Nel matrimonio la moglie aggiunge al suo cognome quello del marito, mentre nelle unioni è possibile che la coppia scelga il cognome di famiglia, nel senso che, le parti, con dichiarazione all’ufficiale di stato civile, possono indicare un cognome comune scegliendolo tra i loro cognomi. In caso di scioglimento dell’unione, essa ha effetto immediato senza un periodo di separazione, come avviene nei matrimoni. Infine nelle unioni civili, il regime patrimoniale è costituito dalla comunione dei beni e in caso di morte ci sta il diritto alla legittima.

Nel matrimonio, l’abbandono della famiglia può costituire reato. Coloro che abbandonano un familiare che abbia bisogno di assistenza, fisica o economica, rischia il carcere sino a cinque anni, sino a otto, se dall’abbandono derivi la morte della persona stessa. Secondo il codice penale, commette reato chiunque abbandona una persona minore degli anni quattordici, oppure una persona incapace, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia, o per altra causa, di provvedere a se stessa, della quale abbia la custodia o debba avere cura. La pena è persino aumentata se il fatto è commesso dal coniuge. Chi abbandona la sua famiglia potrebbe compiere anche la violazione degli obblighi di assistenza famigliare, infatti, chi abbandona il proprio domicilio domestico si sottrae agli obblighi di assistenza nella veste di figlio o coniuge è punito con la reclusione fino ad un anno.

Nelle unioni civili si applicano alcune leggi dell’istituto del matrimonio per quanto riguarda diritti e obblighi, ma per quanto riguarda la materia penale: nessuno può essere punito penalmente se non in forza di una legge che, oltre ad essere entrata in vigore prima che il fatto sia commesso, preveda espressamente una sanzione penale per quella condotta specifica. La pena deve essere contemplata specificamente, senza possibilità di ricorrere all’analogia; da qui deriva l’impossibilità di estendere ogni reato previsto in ambito familiare all’unione civile.
Detto questo, è possibile che la persona che non rispetti l’unione civile risponda di abbandono di persone, ma, lo stesso non si può dire per il diverso reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare, perché quando la norma parla esplicitamente di figli e di coniugi, terminologia estranea alle unioni civili e alle convivenze di fatto.

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