I diversi casi di estinzione del processo
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Le norme sull’estinzione del processo hanno lo scopo di sanzionare l’inattività delle parti al fine di evitare lungaggini burocratiche per attività non svolte, domande lasciate in sospeso e così via. Va sottolineato che l’estensione dell’azione non corrisponde all’estinzione del diritto sottostante.

Il processo può estinguersi per mancata continuazione del giudizio a seguito della cessazione della causa o per mancata prosecuzione o riassunzione dopo un’interruzione nei termini perentori indicati nell’articolo 305 c. p. c.

L’estinzione per rinuncia agli atti è invece regolata dall’articolo 306 c. p. c.

A norma del primo comma di tale articolo, «il processo si estingue per rinuncia agli atti del giudizio quando questa è accettata dalle parti costituite che potrebbero aver interesse alla prosecuzione» (. Si precisa che «[l] l’accettazione non è efficace se contiene riserve o condizioni». Ai sensi del secondo comma dell’art. 306 del codice, le dichiarazioni di rinuncia e di accettazione sono fatte dalle parti o da loro procuratori speciali, verbalmente all’udienza o con atti sottoscritti e notificati alle altre parti. A quel punto, il giudice, accertata la regolarità di rinuncia e accettazione, dichiara l’estinzione del processo.
Secondo questo articolo il rinunciante deve rimborsare le spese alle altri parti coinvolte nel processo, salvo diversi accordi, inoltre il trasferimento dell’azione civile nel giudizio penale comporta una rinuncia agli atti del giudizio.

L’estinzione per inattività delle parti, invece, è regolata dall’articolo 307 c. p. c.
Se dopo la notificazione della citazione nessuna delle parti si sia costituita entro il termine stabilito dall’art. 166, ovvero, se, dopo la costituzione delle stesse, il giudice, nei casi previsti dalla legge, abbia ordinata la cancellazione della causa dal ruolo, il processo, salvo il disposto dell’art. 181 e dell’art. 290, deve essere riassunto davanti allo stesso giudice nel termine perentorio di tre mesi, che decorre rispettivamente dalla scadenza del termine per la costituzione del convenuto a norma dell’art. 166, o dalla data del provvedimento di cancellazione. In caso contrario si estingue.

Come visto nei casi suddetti, salvo diverse disposizioni di legge, il processo si estingue quando le parti non rinnovano la citazione, riassumere o integrare il giudizio entro il termine perentorio stabilito dalla legge, o dal giudice, qualora sia autorizzato a farlo. Quando il termine viene fissato dal giudice non può essere inferiore a un mese e superiore a tre mesi.

L’estinzione opera di diritto ed è dichiarata, anche d’ufficio, con ordinanza del giudice istruttore ovvero con sentenza del collegio

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